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LA RIVA DEL FIUME SI ANIMA
Scritta da: simo72 (22)

Ciao a tutti eccomi nuovamente, dopo avervi raccontato la prima storia non posso che proseguire nel racconto dei dopo 40 anni. Per chi non ha letto la mia precedente avventura riepilogo veloce. Per prepararmi a mostrarmi completamente nuda in un campo nudisti ero andata in una spiaggetta nascosta in riva al fiume. Ma un guardone mia aveva eccitata a tal punto che avevo accettato di farmi leccare la fighetta bollente e io avevo contraccambiato con un pompino con ingoio. Da quel giorno non riuscivo a pensare ad altro. La timidezza che mi aveva accompagnato per tutti quegli anni se nera andata. Purtroppo il tempo era peggiorato era impossibile ritornare a prendere il sole. La voglie cresceva e il desiderio di mostrarmi a sconosciuti aumentava sempre più. Finalmente il sole ricomparve, io inforcai la bicicletta e andai nello stesso luogo. Senza esitare mi spoglia completamente nuda e mi spalmai la crema e mi sdraiai a prendere il sole. La mia speranza era che qualcuno aldilà degli alberi mi guardasse e come aveva fatto il precedente guardone decidesse di venire verso di me. Le ore trascorsero inutilmente il sole calava ma non avevo ne visto ne sentito nessuno. Il corpo ribolliva di desiderio e le mie mani accarezzavano i seni, il ventre, la fighetta umida. Il luogo era deserto, solo la mia eccitazione era al massimo. Molto dispiaciuta decisi che ormai era tempo di rientrare, mi vestii ma non indossai la biancheria intima. La voglia di trasgredire non mi abbandonava e pedalare senza mutandine mi eccitava. Dal fiume a casa mia ci sono circa 5 km di stradine di campagna e come spesso succede fra sassi, buche e sabbia il rischio di scivolare a terra con la bici è alto. E così a causa di una buca caddi a terra. niente di che ma la bici cadendo aveva provocato la caduta della catena. Girai la bicicletta per sistemarla ma fortunatamente in lontananza si stava avvicinando un trattore. Che fortuna mi dissi.
Il contadino un anziano sui 60anni baffi lunghi, capelli corti si avvicinò, indossava una tuta da la voro blu senza la maglietta sotto e i peli grigi uscivano dalla pettorina. Scese dal trattore e capì subito il problema, prese la catena sporca di grasso e a mani nude cerco di rimetterla a posto. Niente da fare non ci riusciva. Propose di metterla sul carretto del trattore e una volta in cascina avrebbe sistemato il tutto. Accettai e sali al posto di guida. Il trattore era alto e feci una certa fatica. Lui era sul sentiero e guardava mentre salio la scaletta. Al momento non ricordavo che ero senza mutande e notai che indugiava sotto il vestitino. Non era certo il tipo di uomo che speravo d'incontrare ma il fatto che mi guardasse non mi dispiaceva. Partimmo e subito una volata di vento mi fece alzare il vestito. Gambe al vento e non solo e così il trattore ballava e con lui le mie tette e le gambe si scoprivano. I suoi occhi era più sul mio corpo che sulla strada. Ad un certo punto si fermo, mi disse che doveva controllare l'irrigazione del granoturco che cresceva lungo il sentiero. Scese dal trattore e mi aiutò a scendere. Scendendo le sue mani scivolarono lungo le gambe, le cosce e si fermarono sulle chiappe. Quando fui a terra ero di spalle con il vestito alzato fino alla vita.
"Che porcona che sei." disse a mezza voce.
"Tutta nuda da vera troia." aggiunse.
Tentai di divincolarmi e di urlare ma la sua mano sudata mi tappò la bocca, mentre il suo corpo mi schiacciava contro la grossa ruota.
Sentivo il suo sudore, il suo respiro affannoso e il suo pacco che spingeva con il mio culo. Il suo pacco lo sentivo grosso e s'induriva sempre di più. Si slacciò la tutta e scivolò per terra, si abbasso le mutande bianche e sentiti il suo cazzone sulle chiappe e fra le cosce. La presenza di quel cazzone non mi dispiaceva anzi mi aveva ridato la carica sessuale che avevo prima d'incontrarlo. riuscii a liberarmi una mano e abbassandola gli presi in mano il cazzo. fu sorpreso. "Ti piace, porca. Lo sapevo che eri in cerca". Lo strinsi forte e mi accorsi che era proprio grosso. Non lungo ma grosso. Lo menai per un po', lui lasciandomi libera la bocca prese a massaggiarmi le tette. "adesso ti sistemo." disse. Mi fece piegare a 90° e allargandomi le gambe infilo le dita nella mia fregna bollente. "Sei una fontana, adesso ti scopo alla grande e sentirai il cazzo di un contadino come è duro".
Un attimo dopo era tutto dentro, grosso e duro. Era meraviglioso lo sentivo tutto dentro e lui spingeva fino in fondo. Ero in estasi. Iniziai a muovermi al suo ritmo e poco dopo mi sentii riempita con tanta sborra calda. La sentivo scivolare lungo le cosce. Il contadino si era seduto esausto sull'erba io mi girai e accovacciandomi a terra presi fra le mani il suo cazzo grosso e moscio e me lo mi in bocca. Lo leccai per bene asciugando ogni goccia del suo sperma.
Per la bicicletta devo dire che la sistemò proprio bene.

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