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La collega
Scritta da: fabio70 (2)

Da due mesi ho cambiato posto di lavoro, adesso opero in un ufficio tecnico dove di solito siamo in tre, un mio collega e lei, Laura (nome convenzionale). Devo ammettere che sin dal primo giorno lei mi colpì per il modo di fare, non è una gran giocca, ma quei tipini che sembrano fragili, sempre jeans e camicetta, seno grande e sodo....comunque insieme al suo carattere è una che piace. Un giorno rimanemmo soli, l'altro collega si prese un giorno di permesso. La "fortuna" che a seguito di un temporale, tuoni e fulmini, andò via l'energia e rimanemmo soltanto con quella poca luce proveniente dalle finestre. Laura si incamminò alla finestra e si mise a guardare la pesante e rumorosa pioggia, non so il coraggio e la forza da dove venne ma decisi di andare anche io, mi misi dietro di lei a guadare, la sua testa finisce al mio mento, e gli iniziai a massaggiarle le spalle. Passai al collo e notai che mano mano si rilassava sempre di più, fino ad appoggiare la testa al mio petto. Io continuai e non avendo più spazio per le mani le feci scivolare direttamente sui seni. Chiuse immediatamente gli occhi, capii che gli piaceva da matti..."devo andare avanti..." pensai...appoggiai piano piano la mia bocca sulla sua, lei rimase sempre di schena, dopo due bacetti, finalmente iniziammo a contorcere le lingue. Fu in bacio molto lungo ed appassionale, non staccai mai le mani dai seni e sempre sopra la camicetta....decisi di scendere....portai una mano al bordo del jeans e notai che tirò dentro la pancia come se volesse farmi passare senza ostruzioni. Continuammo a baciarci e le mie mani ormai erano sempre più audaci, una dentro la camicetta, una dentro il pantalone e con le dita molto umide. Laura ormai avvolta si lasciava andare sempre più, si teneva al mio braccio ed iniziava a prendere un leggero ritmo su e giu dal basso ventre dato che gli tenevo il dito ben saldo sul clito. Sempre baciandoci, sempre lei di spalle, e sempre con una mano a tritargli il capezzolo ormai lunghissimo, con l'altra iniziai a sbottonargli il pantalone. In pochissimi secondi abbassai tutto. Laura iniziò a strofinare il suo culetto sul mio gonfiore, ormai grossissimo ed umido....capii che arrivò il momento. Un colpo secco e riuscii a sbottonare il mio pantalone e lasciarlo cadere sul pavimento, piano piano abbassai Laura sul bordo della finestra, ed ecco che finalmente gli affondai tutto il cazzo dentro. Ogni colpo forte ma a ritmo contenuto sentivo i suoi gemiti, la sentivo sempre più bagnata fino che ebbe un orgasmo da battere i pugni sul davanzale....dissi che stavo per godere anche io....lei si girò di colpo, affogò tutto il mio cazzo bagnato nella sua bocca ed appena mi appoggiò la lingua la innondai.....ci rivestimmo in fretta...solo un bacio e due parole....Non è successo niente, ma la prossima volta magari su un letto. Ciao

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