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La prima notte di nozze (1)
La prima notte di nozze (1)
Racconto di “donna del mistero”

Eravamo fidanzati da molti mesi, ma non avevamo ancora fatto sesso completo.
Iniziavamo il petting ma giunti sulla soglia della conclusione, lui si fermava e mi sussurrava “ti voglio vergine alla prima notte di nozze … vedrai che bella sorpresa ti farò”.
Francamente la cosa mi dava un pochino fastidio dal momento che giunta al limite parossistico dell’esaltazione sessuale, una bella chiavata l’avrei proprio gradita!
Ma se era questo il suo desiderio … accontentiamolo, anche in considerazione che da molto tempo non ero vergine di dietro avendo riservata la figa al mio futuro marito.
Il tempo passava e finalmente giunse il giorno delle nozze.
Avevamo scelto un locale sul mare con accesso diretto alla spiaggia e, quindi, le onde erano a due passi da noi.
A dire il vero la giornata era stata alquanto noiosa e pesante con gli ospiti che ci lodavano in maniera indecentemente ostentata e che mi davano un fastidio tremendo soprattutto con quel sorrisetto stronzo stampato sul volto che diceva, come al solito si vuol dire agli sposi “… stasera chiaverete come ricci e tu ti ritroverai la figa squarciata dal cazzo di tuo marito! … domani ci dirai” .
Finalmente venne sera, tutti via e noi potemmo salire in camera che era al quinto piano proprio sopra la sala da pranzo ove si era svolto il ricevimento.
Io attendevo quel momento non tanto, come potete supporre voi … per fare una bella fottuta, ma per un motivo molto più prosaico che consisteva nel potermi togliere quelle cazze di scarpe che erano divenute per me uno stivaletto cinese.
Immaginavo la scena o, meglio, tante scene di sesso ben sapendo che il mio ormai marito … aveva fra le gambe un bel cazzo nodoso che ben conoscevo per averlo segato molte volte e per averlo accolto in bocca altrettante volte per cui sapevo che mi avrebbe fatto toccare il cielo con un dito.
Ci avviamo verso l’ascensore, io ancora in abito bianco da sposa (lui aveva insistito perchè non lo togliessi) accompagnati dal cameriere che per tutto il giorno era stato la nostra ombra riempendoci di premure.
La prima sorpresa l’ebbi in ascensore quando sentii una mano che mi tastava il culo e pensai che la lunga attesa aveva spinto mio marito ad accelerare le avances malgrado la presenza del cameriere.
Ma … mio marito si guardava distrattamente nello specchio alla parete dell’ascensore e visibilmente aveva ambedue le mani nelle tasche dei calzoni, mentre notai un sorrisetto complice sul viso del cameriere.
Stavo per ribellarmi, ma stimai poco opportuno “inquinare” il nostro matrimonio con una lite fra mio marito ed il cameriere, per cui mi scostai facendo finta di nulla.
Eravamo giunti al piano ed io, alquanto nervosa, non riuscivo ad infilare la chiave nella toppa per cui questa mi sfuggì di mano e cadde per terra.
Prontissimo il cameriere si abbassò per raccattare la chiave, ma nel rialzarsi una sua mano scorse lungo la mia caviglia, il polpaccio, la coscia e si fermò dove le cosce si incrociano: sul pube.
Era ormai troppo e stavo per esplodere la mia indignazione quando lui si rivolse a mio marito dicendo “hai ragione ha delle cosce ben tornite e lisce che ti fanno sborrare nei pantaloni solo a carezzargliele”.
Ma che cazzo significava questo? Mio marito sapeva? Era consenziente? Si erano accordati in questi termini?
Mio marito annuiva compiaciuto. Io ero scombussolata e frastornata, entrai in camera come un automa e dietro di me mio marito e … il cameriere che richiuse la porta a chiave.
Immediatamente mio marito si accomodò su una poltona, si sbottonò i i pantaloni, tirò fuori il cazzo alquanto duro e cominciò a farsi una sega lentamente.
Il cameriere si avvicinò aderendo al mio corpo e mi piantò la lingua in bocca in un bacio sensualissimo.
Io cercai di divincolarmi, ma sentii chiaramente la voce di mio marito che diceva “dai cara … questa è la sorpresa che ti volevo fare … volevo vederti chiavare la prima notte di nozze con un estraneo. Ho notato che Paolo durante il giorno ti guardava e tu ricambiavi gli sguardi, per cui l’ho chiamato e gli ho detto che sarebbe stato lui a fotterti la prima notte delle nostre nozze”.-
Io non sapevo più che comportamento adottare: incazzarmi ed uscire, far fina di incazzarmi per poi fingere di soccombere (Paolo era veramente un bell’uomo!), fare la vittima sacrificale che non collabora o … collaborare e godere come una troia ed iniziare così un menage particolare.
Ho optato per l’ultima soluzione e ricambiai la lingua in bocca a Paolo che immediatamente mi alzò l’abito bianco dietro e mi cominciò a pastrucchiare le natiche.
Io non volli essere di meno e cominciai a sbottonargli i pantaloni per estrarre il cazzo che si preannunciava abbondante.
Glielo tirai fuori a fatica perché ormai era duro e non voleva districarsi fra gli indumenti; quando lo ebbe fuori scivolai lentamente sul suo corpo e aprii le labbra per accogliere il cazzo in bocca e tributargli un magnifico pompino.
Lo sentivo entrare ed uscire dalla mia bocca come se mi stesse chiavando la bocca invece che la figa; lo sentivo accelerare, poi rallentare, poi accelerare fin quando capii che non avrebbe retto un altro solo istante ed infatti scaricò un fiotto enorme di sperma nella mia bocca, sul viso e sul candido abito da sposa che fu cosparso da macchie scure bagnate su tutto il petto.
Guardai mio marito che si stava segando ancora … ma accelerando il ritmo; stava per sborrare anche lui.
A questo punto si è alzato è venuto presso di me che ero ancora in ginocchio ai piedi di Paolo, mi ha afferrato i capelli costringendomi a girare la testa e mi piantò anche lui il cazzo in bocca sborrandomi anche la sua sborra nella gola.
Ormai ci eravamo tutti rivelati … per cui tanto valeva stare comodi e ci mettemmo nudi sul letto matrimoniale e tutti e due mi ebbero in balìa dei loro cazzi per un tempo lunghissimo.
Paolo mi allargò la cosce e dopo avermi leccata la figa mi infilò il suo poderoso cazzo fino ai coglioni che sentivo sbattere sulle mie grandi labbra e fra le cosce spalancate per accoglierlo tutto dentro, mio marito mi rigirò e dopo avermi allargate le natiche mi leccò il buco del culo infilandomi la lingua in una sodomia speciale con la lingua fino a che poi mi traforò il buco con il suo cazzo.
Sentivo lo sfintere anale che si dilatava lentamente diminuendo gradualmente la resistenza fino ad aprirsi e lasciare ingresso libero alla testa del cazzo di mio marito che non esitò a farmi sentire anche lui i suoi coglioni che sbattevano contro le mie natiche spalancate.
Mi stavano fottendo in due, uno nel culo e l’altro nella figa, poi si scambiarono i compiti perché, disse mio marito, “se sei stata ingravidata non dobbiamo sapere nessuno dei tre chi è il padre del nostro bambino”.
Ottima idea … infatti chi sa se ero stata ingravidata? Chi sa se è stata la sborra di Paolo o quella di mio marito? Chi sa … chi sa … chi sa … una sola cosa sapevo ed era che quella notte sarei stata per tutta le notte la troia di tutti e due e mi sarei fatta sfondare la figa ed il culo per tutta la notte da loro due a meno che … non avessero a mia insaputa invitato altri!
… ma questo ve lo dirò un’altra volta!

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