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Scopata all'aperto
Scritta da: simo72 (22)

Ciao porcellini eccomi a voi con una nuova storia accaduta una decina d'anni fa, ma mi è venuta in mente oggi ritornando sul luogo del misfatto.
Il ritornello di una canzone popolare dice:
"....e dopo aver mangiato, mangiato e ben venuto, gli fa vedere il buco. il buco del......."
Io e mio marito avevamo mangiato e ben bevuto e decidemmo di fare una camminata lungo le mura che dominano la città. sarà stato l'alcol in corpo e la voglia di esibizionismo, fatto sta che abbracciati ci toccavamo e baciavamo superando a volte il limite consentito. Non c'era molta gente in giro ma la poca presente ci guardava con occhi curiosi d'eccitazione. La voglia cresceva e i palpeggi anche. Decidemmo di proseguire l'ungo le mura ed arrivammo al termine del camminamento e li apriva un parco. Gli alberi e le siepi avrebbero fatto il caso nostro. Procedemmo in cerca di un luogo appartato e poco dopo la fortuna ci venne in soccorso.
Il luogo dominava la città e gli alberi ci proteggevano. Ci guardammo in giro non c'era nessuno nelle vicinanze.
Carlo mi abbracciò forte ed inizio a baciami. la sua lingua mi riempiva la bocca, mentre le sue mani mi palpavano per tutto il corpo. Le sentivo sui seni, sul culo, fra le cosce. Il desiderio saliva e la voglia d'essere scopata mi scoppiava dentro. Il suo cazzo era duro, gli aprii la pappa e infilai la mano. Nonostante le mutande lo sentivo caldo pulsante.
Carlo non ne poteva più, mi girò e mi mise alla pecorina. Il mio ventre appoggiato al muro e il mio culo ben in vista. Mi alzò la gonna, mi sposto il filo del perizoma ed iniziò a leccarmi il culo. Io ero immobile i miei occhi guardavano la città sotto di noi. Lui leccava e con la mano mi palpava la figa bagnata e bollente come non mai.
Si tirò fuori il cazzo duro e dopo averlo appoggiato alla figa, lo infilò violentemente fra le mie labbra carnose e gonfie. Non capivo più nulla ero in estasi. Mi prese per i fianchi e iniziò a scoparmi. Colpi forti e decisi, la voglie era tanta e la vacca in calore li pretendeva.
Carlo si fermò di colpo, un rumore di passi sulla ghiaia. Si guardò in giro, fra gli alberi vide la sagoma di un vecchio che camminava e guardava da lontano.
Carlo guardò ancora una volta e riprese a fottermi come un torello e io la sua vacca da monta.
Poco dopo venne con tutta la sua foga nella mia figa. Un getto di sperma caldo mi riempì il ventre, si accasciò su di me e succhiandomi l'orecchio continuò piano piano fino a farmi gridare dal godimento.
Il vecchio si era fermato e godeva dello spettacolo.

Oggi siamo ritornati dopo anni in quel luogo e abbiamo rivissuto la nostra memorabile scopata. Faceva freddo e non era certo il caso di ripetere la performance, ma Carlo si è appoggiato al muretto e mi ha tirato fuori il suo cazzo duro.
"Brutto porco"
"Per festeggiare bella porcelle, dai fammi un bel pompino che ci scaldiamo".
Mi ha preso la testa e spingendomi a terra mi ha messo la bocca sulla cappella.
"Succhia bella porcona, succhia"
Ho aperto le mia bocca da porcella e lo preso in bocca. Hummmmmmmm caldo e umido.
La lingua correva sulla sua asta e le mie labbra lo chiudeva in una morsa sensuale.
Stringendogli le palle lo masturbato a lungo, fino a farlo venire nella mia bocca da maiala.
Hummmmmmmmm buono e caldo.
Ciao maialine e maialini alla prossima bacioni

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