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Serve un po’ di sana ginnastica
Questo fatto è realmente accaduto, solo i nomi sono stati cambiati e la città, comunque pugliese non è Brindisi.

Avevo preso l’abitudine di fare colazione nello stesso bar alla stessa ora prima di prendere l’autobus per andare al lavoro. Quasi sempre incontravo Nunzia, una signora sui quaranta anni, non bella con un naso troppo grosso, ‘importante’ diceva lei, ma aveva un culo che faceva girare tutti i maschi quando passava, un culo da brasiliana! I seni erano molto grossi, troppo in relazione all’altezza.
Dal saluto via via meno formale, passammo a scambiarci qualche frase sempre più amichevole.
Era una ragazza madre, era rimasta incinta ed il suo ragazzo era scappato via, emigrato in Belgio e non si era fatto più vedere.
Aveva mantenuto la figlia facendo due lavori; fino alle cinque faceva l’infermiera presso uno studio dentistico, la sera faceva la maschera in un cinema. La figlia ormai ventenne e prossima al matrimonio viveva con i nonni in un paese vicino.

“Come va Nunzia, visto che sta arrivando la bella stagione ?” Le chiesi un mattino
“Non me ne parlare, ho un nervo per capello, ho messo su qualche chilo e non sto più nei vestiti dell’anno scorso. Cerco di fare la dieta, ma quello che perdo lo recupero subito con gli interessi.”

“Devi fare ginnastica” le dissi io.
“Ma quando, con i due lavori che faccio dove trovo il tempo per andare in palestra ? Poi sono troppo pigra”
“La ginnastica di cui parlo non si fa in palestra, ma comodamente a letto, serve ovviamente un partner instancabile.” Scherzai io,
Ormai l’argomento della ginnastica era diventato un tormentone:
“Buongiorno Nunzia, come va con la ginnastica?”
E ancora “Fatto ginnastica?”
Dopo qualche giorno, Nunzia smise di far la sostenuta e disse: “E’ quasi più difficile che andare in palestra. Non ho uno straccio di marito e alla mia età.”
“Una donna come te non ha certo difficoltà a fare un fischio e trovarne quanti ne vuole”
“Figurati, alla mia età” mi rispose
La guardai provocatoriamente dall’alto in basso e poi le dissi “perché non provi a fischiare.
Chiuse lì, e usci di corsa, dicendo che chiacchierando, stava facendo tardi.
Il giorno dopo, la trovai che faceva colazione ed io cambiai il tormentone “Nunzia, prova un po’ a fischiare”
“Non fischio perché tanto non verrebbe nessuno” rispose Nunzia guardandomi fisso negli occhi quasi ad investigare fino a che punto scherzassi.
“E tu prova”
Nunzia fischiettò ridendo il motivetto della colonna sonora di ‘Per un pugno di dollari’.
Subito mi feci avanti dicendole “La signora ha fischiato? A disposizione per un servizio completo”.
Cominciammo a scherzare, Nunzia si scherniva, cambiando discorso, le solleticava l’idea di essere corteggiata, ma non voleva essere presa in giro. Mentre stava per andare via, le dissi: questa sera il tuo cinema è chiuso, quindi abbiamo tutto il tempo per fare un po’ di sana ginnastica. Vengo a prenderti quando stacchi. Se non sbaglio lo studio dentistico è in piazza Dante al 12, vengo all’una.”
“No, prima di uscire debbo rimettere in ordine lo studio. Vieni alle due” accettando implicitamente il mio invito.

Alle due ero davanti allo studio, puntuale scese e sorridendo entrò in auto. Andammo a mangiare in una trattoria in riva al mare, che dava in affitto un paio di stanze e che da studente spesso utilizzavo per i miei incontri con le ragazze. Avevo già preso una stanza e terminato di mangiare, la presi per mano e nella massima discrezione salimmo in stanza.
Chiusa la porta e iniziai a baciarla sulle labbra ed a toccarla sulle tette, sul culo sui fianchi. “Ehi stai buono, è vero che abbiamo mangiato pesce, ma con quelle mani sembri un polipo, ma quante ne hai?” Chiese Nunzia.
“No, vedi stavo solo controllando dove hai più bisogno di ginnastica, i pettorali stanno bene, i glutei benone, hanno però bisogno di intensi massaggi, invece gambe, pancetta ed il resto hanno bisogno di una buona ginnastica generale” e assumendo un tono professionale, quasi fossi un massaggiatore o meglio un medico “si spogli signora e si stenda sul lettino, anzi sul lettone, perché in questo studio il lettino non c’è. Non si preoccupi, per farla sentire più a suo agio
Mi spoglio anch’io e mi stendo accanto a lei.”
Via la maglietta e la gonna, le dissi “aspetti l’aiuto io” e sgangiatole il reggiseno le presi in mano gli enormi seni che cominciai a baciare ed a pastrugnare. Era incredibile, malgrado la mole stavano su dritti e possenti, mi complimentai con lei ed iniziai a pastrugnarglieli ed a baciarglieli, ciucciandole i capezzoli che per dimensione non sfiguravano con il resto.
Poi fu la volta delle mutandine, ma lei mi fermò dicendomi: aspetta, chiudi le persiane, mi vergogno” ed io con tono professionale, “E no, al buio non si lavora bene e di che ti vergogni?”
“Non ho fatto in tempo a depilarmi, e vedi, ho tanto pelo”.
Le abbassai le mutandine e davanti agli occhi mi si presentò il pube più peloso che io avessi mai visto, né solo pensato potesse esistere uno così, veramente impressionante: peli peli neri lunghi e folti che partivano quasi dall’ombellico e continuavano fino all’interno cosce, Nunzia aveva gli occhi bassi e mi disse “hai visto cosa intendevo? Visto che non mi incontro con nessuno mi depilo solo in occasione di qualche visita con ginecologo.”
“Ho visto una bella foresta nera, vorrei fare una partita di caccia, dunque il fucile ce l’ho, partiamo”
Cominciai a palpeggiarla ed a baciarla le raggiunsi la fica che era un bagno, con le grandi labbra belle ‘ciampose’ già socchiuse ed il clitoride eretto. In pratica si era eccitata prima ancora di cominciare! Le presi la mano e la guidai al mio cazzo già pronto, lei scappellandolo mi disse “ehm, di tutto rispetto, ma non per offenderti, ne ho visto di più grossi. Tanto tanto tempo fa però.”
Riassumendo un tono professionale: “non dubiti signora, le farò un servizio …”
Le saltai su e senza troppi preamboli la penetrai. Nunzia sussultò e mugugnando di piacere ad occhi socchiusi disse: “quanto tempo! non venirmi dentro, non sono protetta” io intanto la pompavo con foga, poi le passai sotto e la guidai ad assumere la posizione a smorza candela, con il glande arrivavo al collo dell’utero, segno che se ne aveva visti di più lunghi non potevano essere entrati tutti. Nunzia si dava da fare e dai versi che faceva mostrava di gradire, i suoi seni enormi ballonzolavano e le mie mani avevano di che toccare. Il suo viso si fece rosso, il respiro affannoso, e fu chiaro che stava avendo un orgasmo che durò un infinità. Mi sfilai da lei e la passandole dietro la schiena, la penetrai a cucchiaio, ma rimasi fermo, non volevo ritardare il più possibile, intanto le titillavo il clitoride e dopo un po’ Nunzia venne di nuovo.
Si distese ed ansimando mi disse “che bello, ah, ci voleva proprio!”
Non le detti tregua, mi misi a cavallo e le misi il cazzo fra le tette, stringendole ai lati e cominciando a pomparle. Sempre con il cazzo fra le tette mi spinsi più su, le dimensioni delle tette lo permettevano, fino ad arrivarle con il cazzo in prossimità delle labbra. “Apri la bocca” le dissi.
Nunzia girò il capo dall’altra parte e mi disse “no, mi viene da vomitare”. Mi strinsi a lei el la girai di spalle, non feci misteri capì subito che me la volevo inculare. “No, nel culo non voglio, mi fa male, vienimi sulla pancia”
Desistetti e scendendo cominciai a baciarle i seni poi scesi ancora fino ad arrivare alla sua fica e lì cominciai a leccarla, spingevo la lingua nella vagina più su che potevo, poi le presi delicatamente il clitoride fra i denti ed intanto lo leccavo, dopo un po’ Nunzia cominciò a gemere, stava per godere. Senza smettere di leccarle la fica, mi ruotai su di lei arrivando alla classica posizione del sessantanove, pochi istanti e presomi il cazzo in mano glielo guidai davanti le labbra che questa volta si schiusero lasciandomi entrare. La pompavo in bocca ed intanto le avevo messo un dito nella vagina ed intanto la leccavo. Nunzia cominciò a tremare, stava venendo ed io con lei. Le riempii la bocca di sperma.” Rimanemmo un po fermi, poi Nunzia si alzò e corse in bagno, la sentii sputare e tossire e poi sciacquarsi la bocca. La raggiunsi temendo stesse vomitando. Lei mi sorrise e mi disse: “prima volta che faccio un pompino senza vomitare, vero è che questa è la seconda volta; e pensare che sei venuto all’improvviso e senza accorgermene ne ho mandato giù una sorsata. Non mi farà male?”
“No, Nunzia non fa affatto male, pensa che presso alcuni popoli le donne ingoiano sempre per migliorare la pelle!”
“Franco, non avevo mai goduto tanto, anzi spesso non venivo proprio e tu sei venuto una sola volta” Mi disse Nunzia guardandosi allo specchio e pettinandosi.
“Nunzia, la mia specialità è la ‘resistenza’” le dissi portandomi dietro di lei e carezzandole il culo ”che culo!” le dissi ed intanto i miei palpeggiamenti si facevano più profondi, con le dita nel solco arrivai a toccarle il buchino, poi scesi giù le misi un dito nella fica umettandolo per bene, poi tornai al buco del culo e glielo misi dentro ruotandolo, era strettissimo.
Togliti di lì mi disse, e non ti far venire strane idee che il culo non lo do”
“Ma che ironia della sorte è questa, il più bel culo di Brindisi lasciato inoperoso, no, no si può” le dissi poggiandole il mio cazzo fra le natiche
“No, mi dispiace ma so che fa troppo male, una mia amica l’ha fatto una volta da ragazza con un suo cuginetto non ancora completamente sviluppato e le fece un male cane. Fece male pure a lui, gli si ruppe il frenulo e si spaventarono tantissimo”
“Nunzia” le dissi “è stata colpa dell’inesperienza, l’hanno fatto a secco e senza alcuna preparazione. Lasciati andare, vedrai che non ti farà male”
“Si, con quel coso altro che male!”
La tirai dolcemente con me in doccia baciandola sul collo e le dissi “vieni, facciamo la doccia insieme”
L’acqua scrosciava su di noi ed intanto la baciavo le carezzavo le tette, i suoi capezzoli bagnati puntavano dritti. Chiusi l’acqua ediniziai ad insaponarla, sul collo le tette, la figa, le gambe, lei fece altrettanto con me, indugiando sul cazzo, scappellandolo ed insaponandolo per bene. Le insaponai la schienai glutei, le gambe, poi risali e la insaponai perbene fra le natiche, poi il buchino. Il dito insaponato le entrò nel culo come fosse burro.
“Nunzia vedrai, non ti farò male. Perché prima di tutto metterò dentro solo la punta e poi farò pianissimo, se ti faccio male dimmelo ed io mi fermo” ed intanto con il glande ero a contatto con il suo buchino
“Promettimelo”
“Promesso”, le dissi, mettendo un po’ di bagno schiuma non diluito sul mio cazzo e sul suo buchino e infilandole un dito gliene feci entrare un po’ “dai rilassati, altrimenti ti fa male le dissi ed intanto la feci piegare alla pecorina “fai le flessioni adesso, altrimenti che ginnastica è?” le feci poggiare i gomiti sul lavandino ed arrivando con il glande contro, le dissi “rilassati, quando mi senti che sto per entrare spingi come se andassi di corpo”.
Una piccola spinta ed il glande era dentro, strettissimo “Ahi, ahia!” si lamentava Nunzia. Rimasi un po’ fermo carezzandola ed intanto si tranquillizzava e si distendeva, poi inziai a pomparla e piano piano entravo di più mentre Nunzia si lamentava, lei se ne accorse e portandosi una mano dietro e toccando il cazzo realizzò che era dentro per metà “Bugiardo” mi disse “mi avevi promesso che avresti messo dentro solo la punta”
“No, non sono bugiardo. Ti avevo promesso che prima di tutto avrei messo dentro la punta ed infatti solo la punta ho messo dentro. Poi avrei fatto piano, ed è quello che ho fatto!” intanto glielo avevo messo dentro tutto.
“Nunzia, se ti fa troppo male dimmelo e lo tolgo. Scusami, ma il tuo è il più bel culo che abbia visto, non potevo resistere” ed intanto dolcemente la pompavo
“Mi fa male, ma adesso di meno, ormai ci sei continua, ma così piano piano”
Continuai a incularla ed intanto con la mano mi portai sulla sua fica, volevo carezzarla, ma trovai il posto occupato: Nunzia si stava sditalinando alla grande, il respiro le si fece più frequente ed iniziò a gemere e venne. Le contrazioni del suo sfintere mentre veniva mi eccitarono e spingendolo in fondo le inondai le budella di sperma. Rimasi un po’ dentro di lei, poi mi si ammosciò e uscì fuori, io prontamente lo lavai.
“Ahi, che bruciore!” disse Nunzia tamponandosi con la carta igienica, ritirandola vide che era sporca di sangue “mi hai spaccato il culo, sanguino” piagnucolò.
“Nunzia, è normale le prime volte, e per te questa é la prima volta. Dai fammi vedere”
Impressionante, anche sul culo aveva una foresta di peli, il buchino era arrossato, un po’ slabbrato, ma non sanguinava più. “Nunzia, il tuo allenatore prescrive almeno una ‘flessione’ la settimana.

Tornammo a letto dove rispresi a carezzarla. Si accucciava a me “abbracciami, stringimi forte, coccolami un po’. Non mi hai risparmiato niente, mi hai fatto male, ma che bella scopata. A quando la prossima seduta di ginnastica?”
“La settimana prossima come ti accennavo”


Beppo

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