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Una domenica pomeriggio
Ero rimasta a casa quel fine settimana, non avevo molta voglia di tornare dai miei. Mia sorella invece, non era rimasta,
e quindi potevo pensare di rimanermene un po tranquilla, a riposare dopo una lunga settimana di lavoro.
Me ne stavo nel letto, la domenica pomeriggio, verso sera, quando sento aprire la porta.

E' mia sorella, immagino, aspetto che mi chiami, magari prendiamo un caffe' insieme.
Invece la sento parlare, e' probabilmente insieme al suo ragazzo, un tipetto biondo, sul magro, motorizzato:
pensa sempre di saperne piu' degli altri.

Comunque me ne rimango sotto le coperte, lasciando un po di privacy alla mia sorellina. Addirittura non le rispondo quando
finalmente mi chiama.

Li sento entrare nella camera affianco alla mia, il regno di Laura, e chiudere la porta. Mi sono rimessa sotto,
ad accarezzare i miei capezzoli, pensando all'uccello di una delle mie numerose, ma sempre occasionali, frequentazioni machili.

Eh si, sono innamorata del cazzo, lungo e stretto
largo e corto, lungo e grosso, di ogni diametro lunghezza e colore.
Mi piace farli ingrossare nella mia bocca, oppure prenderli quando stanno per venire, lasciare che si inturgidiscano per
una volta ancora prima di esplodermi in bocco quel mare di liquido che adoro.

In effetti di una sola cosa sono veramente golosa: della sborra.
Mi piace ingoiarla, dopo averla tenuta in bocca per qualche istante per assoporarne il gusto. Passarmela sulle labbra,
raccoglierla con le dita e sentirmela colare giu', lungo le coscie dopo esserne stata debitamente riempita.
Devo dire che non sempre la trovo buona, in alcuni casi ha un che di zolfo. Ma ingoio sempre e comunque, anche se gia' so
che non rivedro' piu' il gentil signore che non ha soddisfatto il mio palato.

Immersa in questi pensieri, ne sono distratta dai gemiti della mia sorellina, sempre piu' insistenti.

Le due camere sono contigue e, probabilemente nessuno sa, che dall'una si puo' guardare l'interno dell'altra. Quella macchia
nera nella parte alta del muro di separazione, proprio sopra la mia scrivania, e' in realta' un foro.
Me ne sono accorta pochi giorni fa, mentre facevo pulizie.
Non che sia una guardona, ma incuriosita dal baccano, salgo in piedi sulla scrivania per vedere i due in azione. Ero talmente
eccitata, un po' dai pensieri e un po dalla situazione, che non mi dimentico di essere completamente nuda, ben visibile
dall'esterno.

Io e mia sorella siamo piuttosto diverse. Lei bionda, con il complesso dell'altezza, magra ma robusta, con due grosse tette.
Io invece sono piuttosto alta, con due gambette sottili e muscolose, con un culo ``scolpito'' come ha detto anche quel
simpaticone del ragazzo di Laura. Ho poi una fica molto pelosa, al contrario, credo, di quella di mia sorella.
Io poi sono un'amante dell'uomo, come contorno del cazzo, mentre non ho mai avuto la senzione che lo stesso valesse per
Laura.

Comunque salita sulla scrivania, li vedo all'opera. Mia sorella e' in ginocchio, semi nuda, con un corpetto da cui escono
fuori le sue due tettone, mentre succhia l'uccello del suo uomo che e' seduto sul letto, completamente nudo.
Effettivamente lui non ha un gran fisico, ma certamente ha un gran cazzo, non saprei giudicare la lunghezza ma ha
una cappella che le labbra di mia sorella riescono ad avvolgere a stento.

Continua cosi' per un po', probabilmente mi sono persa la parte piu' concitata. Poi lei si stacca, lui se lo prende in mano,
accarezzandosi le palle, che sono, in verita' veramente grosse.
Laura prende un gondone, glielo infila con tutte le cure del caso, poi si sdraia sul letto a gambe larghe, e lui la inforca.

Mentre guardo la scena, arrampicata sulla scrivania, continuo a stropicciarmi i capezzoli con una mano, mentre con l'altra
mi tocco la fica, completamente fradicia. Non so cosa mi abbia eccitato veramente, forse vedere la mia sorellina all'opera,
o forse il grosso cazzo del suo ragazzo. Nel compenso il tutto e' stato un po deludente, il gondone, il mezzo pompino,
la scopata liturgica.

Comunque il tutto finisce in un batti baleno e io scendo dal tavolo, per rimettermi sotto le coperte.

Dopo poco li sento uscire di casa, finalmente sono di nuovo sola. E' tempo di alzarsi. Me ne vado in bagno, un po di acqua
fresca per sbollentire gli spiriti. Prima di rivestirmi, non resisto comunque alla tentazione di dare una sbirciata nella
stanza di Laura. Entro, e, vedo il solito casino, di scarpe e vestiti sparpagliati un po dappertutto, ma soprattutto, vedo
il famoso gondone, appena usato, dismesso e poi dovutamente chiuso e dimenticato li, per terra, accanto al letto.

Lo prendo in mano, lo guardo e lo rigiro: veramente incredibile. Lo ha riempito di sperma. E' vero che le palle dell'amico
erano veramente mostruose, ma questo e' quasi contro natura.

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